Genitori, figli, comunità: urge tornare a parlarsi

Il titolo richiama la chiara necessità del dialogo tra genitori e figli, inteso non come un parlare superficiale quanto piuttosto quel rapporto dialogico dove gli uni confidano la propria intimità e gli altri la sapienza che viene più dalle cose vissute che da quelle imparate sui libri.

Il dialogo è elemento essenziale anche nell’esperienza di fede, che non si trasmette attraverso i testi, ma con parole e gesti che partono dal cuore e che diventano testimonianza credibile di un Gesù incontrato nella propria vita.

Alle volte, girando per le parrocchie, mi chiedo se veramente si stia facendo vivere un’autentica iniziazione cristiana ai ragazzi che partecipano al cammino o se piuttosto non sia solo una semplice socializzazione religiosa che, senza nulla togliere, è di gran lunga distante da una concreta iniziazione alla vita cristiana. Soprattutto la celebrazione dei riti dimostra come essi, per la maggior parte dei genitori, siano solo atti codificati che, come diceva Durkheim, nascono da un sentimento di solidarietà che tiene unita una collettività, più che una vera scelta di fede da parte della famiglia.

In realtà perché l’iniziazione cristiana sia un vero cammino vissuto pienamente, deve sussistere una condizione essenziale nelle famiglie e nella comunità verso i ragazzi: deve instaurarsi un dialogo! Infatti, è quando i genitori raccontano con parole e gesti la propria fede, che anche i figli vengono iniziati alla stessa fede, secondo un processo di osmosi in cui ognuno è donatore di ricchezza. E allo stesso modo, è quando una comunità sa donare non solo il Vangelo, ma la propria stessa vita ai ragazzi che li genera alla fede.

E la generatività alla fede non si basa sui numeri, ma sulla qualità di ciò che viene offerto. Ci possono essere infatti parrocchie grandi, impeccabili da un punto di vista organizzativo, ma incapaci di essere vere comunità cristiane e di generare alla fede. Al contrario ci possono essere piccole parrocchie, con poche risorse e che, tuttavia, vivono un reale spirito evangelico e capaci di intessere con il bambino un profondo dialogo di fede.

Così se non c’è vero dialogo, tra genitori, comunità cristiana e ragazzi non c’è vera iniziazione cristiana, e qualsiasi percorso si riduce a una semplice socializzazione religiosa, svilendo anche i doni più preziosi quali i sacramenti.

Giorgio Bezze