SPECIALE CATECHISTI / aprile 2011

Diocesi di Padova
Pietro incontra Marco è stato lo slogan che ha caratterizzato lincontro di Benedetto XVI con il Nordest. Un incontro che ha avuto lo scopo, come ha detto lo stesso papa, di confermare nella fede i tanti cristiani che abitano le nostre terre: «Sono venuto tra voi come vescovo di Roma e continuatore del ministero di Pietro…
Gli orientamenti della chiesa italiana per il prossimo decennio sono incentrati sulleducazione alla vita buona del vangelo. Sappiamo bene come le nostre comunità cristiane, e in particolare gli ambienti della catechesi, siano luoghi educativi per eccellenza.
Educare è un termine che accompagna la chiesa fin dalle sue origini: leducazione è strettamente legata allevangelizzazione, tanto da riconoscersi in essa. Non cè evangelizzazione senza educazione e non cè vera educazione senza il riferimento alla buona notizia del vangelo.
Anche se lanno pastorale si aprirà ufficialmente con lassemblea diocesana del prossimo 19 novembre, sono molte le iniziative che hanno già messo in moto la vita pastorale di vicariati e parrocchie.
Penso allincontro residenziale per il coordinamento pastorale vicariale o alle giornate zonali di formazione, che hanno visto la presenza di oltre 1200 catechisti e nel corso delle quali si è riflettuto sulla presenza degli adulti nel cammino delliniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi.
È tempo di riscoprire la bellezza di aspettarsi.
Da pochi giorni è iniziato lAvvento. È questo un tempo di attesa vigile, di preghiera e di conversione per preparare dentro di noi la venuta del Signore.
In un mondo caratterizzato dal tutto e subito, dalle velocità supersoniche, dalla fretta che ingoia gli spazi temporali delle nostre giornate, ogni tanto fa bene, a piccoli e grandi, coltivare la pazienza dellattesa.
Fa bene a ognuno di noi avvertire il desiderio di una meta, provare il gusto per un cammino da costruire giorno dopo giorno, impegnarsi con quei piccoli gesti di conversione che permettono di ricevere degnamente il dono più grande: Dio che si fa uomo.
Da pochi giorni è iniziato il nuovo anno e i nostri cuori si aprono a grandi attese e rinnovate speranze. Tutti ci auguriamo sia un anno sereno e pieno di desideri realizzati. Me lo auguro anchio, non solo pensando alle tante situazioni di difficoltà che molte persone vivono, ma anche pensando ai prossimi mesi, in cui la chiesa di Padova la nostra chiesa porterà avanti la riflessione sul ripensamento del modello di iniziazione cristiana per fanciulli e ragazzi.
Come ho già avuto modo di ricordare, è importante non avere fretta e vivere con convinzione e impegno ogni passaggio proposto dal sussidio degli orientamenti pastorali.
Da tempo ormai la chiesa parla di nuova evangelizzazione. Questo termine, così caro a Giovanni Paolo II, è da intendersi come la presa di coscienza che il tempo in cui si nasceva cristiani e si continuava ad esserlo senza mai porsi il problema di sceglierlo è definitivamente concluso. La nuova evangelizzazione è sostanzialmente levangelizzazione di sempre, quella dellannuncio del vangelo, ma che non può ormai più appoggiarsi a quella religiosità culturale specificatamente cristiana che ci rendeva cristiani per nascita. È così che oggi scopriamo liniziazione alla fede perché questa non si può più supporre, ma la si deve proporre.
Fra pochi giorni sarà già primavera. Mi basta avvertirne il profumo nellaria e il buonumore è assicurato. Mi succede sempre, nonostante di primavere ne abbia viste tante!
Vorrei che così fosse per tutti, soprattutto per coloro che non riescono a vedere uno sprazzo di speranza nel cielo grigio della vita, per chi fatica nelleducare i figli, indicando loro la strada da seguire senza però ottenere in cambio soddisfazioni e gratitudine, e per chi, infine, dinnanzi alle provocazioni del nostro tempo non riesce a contenere la rabbia, lodio e il rancore.