NATALE 2014

Ogni esistenza comincia con un annuncio che ci mette in movimento, che ci spinge ad agire per prepararci ad accogliere colui che viene.

Anche per il Figlio di Dio è stato così: sua madre Maria, ricevette dall’angelo la notizia “concepirai” e grazie al suo “Eccomi”, lo Spirito le fecondò il grembo e l’ Emmanuele, il Dio-con-noi, sbocciò dentro di lei.

Fu proprio la gioia di quel bene immenso che custodiva, a spingerla ad alzarsi e andare in fretta dalla cugina Elisabetta per condividere ciò che in lei era stato generato.

È Maria che ha portato in sé Colui che è il compimento della promessa di salvezza che Dio ha stretto con l’umanità fin dai tempi di Abramo e di cui la lunga genealogia che leggiamo nel Vangelo di Matteo, ci da testimonianza: la fedeltà di Dio passa attraverso l’esistenza di persone concrete, fragili e imperfette, ma comunque, per la Sua Grazia, divenute strumenti di salvezza per tutti noi.

È questo il Natale: la manifestazione di un Dio che ha scelto di salvarci impastandosi con la nostra umanità, assumendo la nostra natura, “facendosi Lui portatore di carne affinché noi diventassimo portatori di Spirito”.

Ma quando oggi chiederà di entrare per prendere posto nel nostro cuore, troverà un luogo caldo ed accogliente, uno spazio degno di un ospite d’onore, atteso e desiderato o sarà come quella notte in cui dovette andare altrove perché per lui non c’era posto nell’alloggio?

Ho vissuto il tempo di Avvento con nel cuore un grido: “Maranatha – Vieni Signore Gesù -, dando voce a situazioni di sofferenza mie personali e di fratelli e sorelle a me vicine, che mi appesantivano il cuore: la triste rassegnazione di fronte ad una attesa nuovamente delusa, la disperazione di chi ha perso un figlio in maniera improvvisa e violenta, l’ansia di una madre il cui figlio sta lottando con un malattia devastante, il disagio di un amico che sta vivendo una relazione difficile che gli toglie serenità, creando tensioni e pesantezze…

Natale è il giorno in cui Dio, oggi come allora, vuole venire ad abitare la nostra storia, così com’è, con i suoi alti e bassi, con le sue ferite, con i suoi momenti di non senso e depressione, per riempirci della Sua presenza sanante e luminosa, strappandoci dalle carceri della solitudine e della rassegnazione.

Il nostro è un Dio che non ha scelto di venire a noi con chissà quali effetti speciali, ma nella fragilità di un bambino, bisognoso delle nostre cure, che chiede di essere accolto e protetto, curato e nutrito perché, se lasciato a se stesso, non sarebbe in grado di sopravvivere.

Gesù è il tesoro nascosto che ciascuno di noi con desiderio e impazienza può cercare e trovare sepolto nelle pieghe della propria vita; è la perla preziosa di valore inestimabile che una volta acquistata, non baratteremmo mai con nessun’altra cosa al mondo!

Ho scelto quest’immagine perché mi piace pensare che sia Gesù quel bimbo indifeso e nudo, accolto tra le mie e le tue mani come in una culla, e contemplato con meraviglia e stupore poiché è Lui il Salvatore, colui la cui presenza nella nostra vita è sempre sorgente di grazia e nuova speranza.

Quando Gesù tocca il nostro cuore, luogo delle nostre scelte e dei desideri più profondi, esso fiorisce di nuova vita, di gioia, di bene.

Ma il bene che Lui fa germogliare in noi e tra noi va custodito: dobbiamo difenderlo cioè dal veleno della mormorazione e dei giudizi, dalla ruggine dell’invidia e dalla crudeltà dell’indifferenza che a volte contaminano le nostre relazioni in famiglia e in Comunità.

Custodire il bene che c’è tra noi significa anche promuoverlo, sostenerlo e valorizzarlo nelle persone che ci sono accanto: vuol dire guardare alla nostra e loro vita con occhi purificati dal “collirio” della Parola che ci permette di guardare oltre all’apparenza, di andare in profondità per cogliere quei germogli di bontà che il Signore ha seminato in ciascuno, e gioirne pieni di gratitudine!… e allora sì… che per noi… sarà ancora Natale!

Auguro a tutti noi di vivere questo Santo Natale gustando con gioia e gratitudine il bene che c’è tra noi e in noi

 

Alessandra Cipolotti

 

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